GILLO PONTECORVO: A TORINO UNA SUGGESTIVA MOSTRA DEDICATA AI GIOVANI

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“Il cinema è lo specchio del tempo che lo produce” afferma Carlo Chatrian, Direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino che martedì 15 settembre 2026 ha presentato la mostra “Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra”. 

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A 20 anni dalla scomparsa del regista e 60 dall’uscita di La battaglia di Algeri (Leone d’oro alla Mostra di Venezia del 1966) Torino ha deciso di dedicare a Gillo Pontecorvo un percorso espositivo di grande suggestione che intreccia cinema, storia, impegno politico e sociale, mettendo in luce l’attualità dei temi che il regista ha affrontato nel lavoro di una vita. 

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I suoi film sono entrati a far parte della storia del cinema spesso accompagnati dalle musiche di Morricone, a loro volta diventate parte integrante della narrazione. Non è stato un regista prolifico Pontecorvo, ma ha lasciato un segno indelebile nei nostri ricordi con il capolavoro La battaglia di Algeri, e pellicole come Kapò (candidato agli Oscar nel 1960) e Queimada con Marlon Brando.

Il sottotitolo della mostra “Una battaglia dopo l’altra” prende spunto dal film di P. T. Anderson che quest’anno ha ottenuto 6 Premi Oscar, 4 Golden Globe e 6 Bafta Film Award, un’opera di successo che suggella l’importanza di Pontecorvo e del cinema italiano come testimonianza di una stagione di attivismo e di impegno. L’inquadradura in cui Leonardo di Caprio guarda in tv proprio La battaglia di Algeri è stata per molti di noi una sorpresa e una conferma dell’importanza  di quel passato del quale andare orgogliosi, per il quale siamo grati alla generazione di cineasti italiani che lo ha reso celebre. 

I curatori della Mostra, Mauro Genovese e Caterina Massignani, sottolineano come l’arte di Gillo Pontecorvo risieda nella necessità di “dare voce agli oppressi e alle figure sopraffatte dalla Storia”. Le sue battaglie, combattute di persona durante la Resistenza e dirigendo film nel dopoguerra,  sono oggi uno strumento di comprensione anche dell’epoca in cui viviamo. Il percorso di visita mette in evidenza questo approccio affrontando sei tematiche universali: la Resistenza, il Colonialismo, il Genocidio, l’Autodeterminazione, l’Emancipazione femminile e l’Evoluzione culturale.

Il merito dei curatori è aver pensato a un’iniziativa che guarda soprattutto ai giovani, con l’intento di far conoscere il regista e le sue opere e al tempo stesso creare spunti per interrogarsi sui contenuti proposti. Un interessante “Dossier didattico”, realizzato da Paola Bortolaso, sarà a disposizione di studenti e insegnanti per offrire un supporto all’attività di ricerca: come trovare e validare le fonti, come leggerle, come il cinema può costituire una fonte integrativa nell’apprendimento dei fatti storici. 

L’esposizione, seppur non grandissima, è immersa in un contesto reso suggestivo dalle luci, dai suoni e dall’ambientazione unica dei locali della Mole. Rappresenta una selezione del ricco materiale d’archivio che la famiglia ha donato al Museo, un patrimonio prezioso che conserva il percorso personale e professionale del regista, composto da 1000 fascicoli, 6000 fotografie, 500 riviste e rassegne stampa, manifesti e materiale pubblicitario. Il Fondo Pontecorvo è consultabile presso l’Archivio Storico del Museo Nazionale del Cinema. Materiali digitalizzati sono disponibili sul sito web del Museo.

La Mostra sarà visitabile dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027 e andrà ad arricchire l’offerta di iniziative che fanno di Torino “la città del cinema”, con il Museo Nazionale del Cinema, il Torino Film Festival, giunto alla sua 44ª edizione (24 novembre – 2 dicembre 2026) e le rassegne proposte dal Cinema Massimo, dove è in programma in questi giorni la retrospettiva dedicata a Gillo Pontcorvo.

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