IN LIBRERIA PER VOI. “DOMENICA” di George Simenon

Visite: 7
Pubblicità
Condividi l'articolo
Tempo di lettura:2 Minuti, 2 Secondi

di  Maria Antonella Pratali

Pubblicità
Pubblicità

Il romanzo “Domenica” vede la luce nel 1958 al di fuori della serie di Maigret, e viene pubblicato l’anno successivo. La traduzione in italiano compare per la prima volta quest’anno, 2026, per i tipi di Adelphi. Rispetto alle inchieste del commissario, “Domenica” è più concentrato sui meccanismi psicologici e sulla problematicità delle relazioni umane.

La vicenda si svolge nei dintorni di Cannes, nel microcosmo di una locanda a conduzione famigliare, la Bastide. Émile, giovane uomo di umili origini, arriva alla Bastide per lavorare come cuoco, e la trasforma rapidamente in un ristorante molto conosciuto e apprezzato. Accetta, quasi per inerzia e senza attrazione alcuna, di sposare la figlia dei proprietari, Berthe, che si è innamorata di lui. Quando il padre di lei muore e la madre delega alla giovane coppia la conduzione della locanda, il ruolo di Émile diventa ancora più determinante. Ma la moglie incomincia a esercitare su di lui un controllo sempre più stringente. Berthe è diventata diffidente, autoritaria e sprezzante nei confronti di Émile, che progressivamente si sente privato della propria libertà. 

Pubblicità

Il matrimonio problematico viene raffigurato come un rapporto di potere e non solo come una semplice incompatibilità caratteriale.  Simenon illustra magistralmente il progressivo sentimento di estraneità e insofferenza provato da Émile nei confronti della moglie, i tic di lei, i suoi odori divenuti per lui sgradevoli. Il conflitto diventa insanabile quando Émile intreccia una relazione con Ada, la giovane domestica italiana. A quel punto incomincia a progettare di uccidere Berthe. 

La violenza nasce dentro la quotidianità, senza bisogno di eventi eccezionali che la scatenino. Simenon vuole arrivare a conoscere l’essere umano nella sua essenza e si concentra su un individuo comune, che progressivamente si trova intrappolato in una realtà dalla quale non riesce a uscire. La crisi fa emergere un lato oscuro della sua personalità.

Il lettore viene chiamato a chiedersi non solo se il protagonista riuscirà nel proprio intento, ma anche a osservare come un uomo qualunque possa concepire di trasformarsi in un criminale.  La suspense cresce con il progressivo avvicinamento al momento decisivo e l’epilogo porta a compimento, con la precisione implacabile tipica di Simenon, un percorso psicologico nel quale il confine tra normalità e crimine si fa sempre più sottile.

Più che giudicare Émile, lo scrittore ci invita a guardarlo da vicino, fino a riconoscere quanto possa essere oscuro e insondabile l’animo umano.

Articolo di: Maria Antonella Pratali

Condividi l'articolo

Ti potrebbero interessare

Articoli dello stesso autore