Antiche ville di Valenza (seconda parte): Pravernara e La Gropella

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di Pier Giorgio Maggiora

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Villa Pravernara (già Villa De Cardenas) sorge a mezza
costa sulla collina che domina la vallata a sud di
Valenza (181 metri di altitudine), dando il nome alla
regione e alla strada che la costeggia. La tenuta prese il
nome dalla nobile famiglia spagnola De Cardenas,
giunta a Valenza nel Cinquecento con incarichi militari
per conto della corona spagnola. Sebbene la presenza
della famiglia sia attestata fin dalla metà del XVI secolo,
la proprietà compare esplicitamente nel testamento di
Francesco De Cardenas del 1611), dove viene lasciata
in eredità ai figli Diego, Alonso, Francesco, Giovanni

una tenuta sita in  regione Pratovernara. Ne fa per altro
riscontro l’Antico Catasto Descrittivo che attribuisce,
nel 1617, i suddetti terreni a Diego De Cardenas.
Un’ulteriore testimonianza storica risale a un
manoscritto del 1699 relativo agli alloggiamenti delle
truppe spagnole, in cui viene citato Carlo De Cardenas
(figlio del defunto Diego) riguardo all’affitto della villa.
L’edificio attuale venne edificato tra la fine del Seicento
e la prima metà del Settecento ed è ben individuabile
nella cartografia del Catasto Sabaudo in cui sono ben
riconoscibili il primo corpo, il giardino ed i terreni
circostanti con i tracciati viari.
Riconducibile alla tipologia delle dimore settecentesche
di campagna — dove spesso vivevano rintanati i
signori, ignari delle asprezze della vita divisa in
possidenti e rabbiosi popolani — la villa fu ristrutturata
e ampliata nel 1769 con il mutamento degli assi
principali, l’aggiunta della manica a nord-ovest a
formare il nuovo cortile interno con la pesante
cancellata, il rifacimento delle facciate e gli affreschi
interni marcatamente di carattere barocco. A
testimonianza rimane ancor oggi una bandiera segna-
vento in ferro battuto con le iniziali C.C. (conte De
Cardenas o Carlo De Cardenas?) e la data 1769.
Un secondo ampliamento avviene nel 1850 circa con
l’aggiunta di un nuovo corpo a nord dell’ala
settecentesca, agevolmente ravvisabile per la diversa
fattura, ma lasciando immutati i caratteri della villa così
come furono edificati e ancor oggi presenti.
Il libro dei trasporti del tempo indica la famiglia De
Cardenas, nella persona di Lorenzo, proprietaria della
villa a tutto il 1848. Lorenzo De Cardenas, Senatore del
Regno, di razza valorosa che non è più del nostro

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tempo, muore nel 1863; le proprietà e la villa vanno poi
lentamente smembrandosi.
La villa conosce diversi proprietari, tra i quali i Ceriana
(nota famiglia di banchieri che nel 1886 quasi la
ricostruisce) e i Pastore, attraversa due conflitti
mondiali, è occupata dalle truppe naziste e giunge alla
famiglia Lenti nel 1964 in stato di totale abbandono.
Con molti sacrifici si inizia un lento e attento recupero
nel rispetto dell’impianto originale, vengono restaurati
gli affreschi gli arredi, esaltando le peculiarità storico-
architettoniche.
Oggi la villa si presenta ancora integra nel suo impianto
originario e immersa nel parco, la residenza conserva al
piano nobile pregevoli affreschi e ampi saloni e viene
oggi utilizzata per ospitare eventi.

Villa La Gropella è un’antica dimora nobiliare della
seconda metà del Settecento, situata in Strada per
Solero 8 a Valenza. È una dimora affascinante collocata
oltre la linea ferroviaria, la cui storia è arricchita dalla
scoperta di reperti di epoca romana nel suo terreno, tra
cui macine e vasellame, insieme a una tomba databile al
II secolo d.C. Questa tomba si trova al centro del suo
parco storico, dando fondamento all’ipotesi di un
antichissimo insediamento in questa area.
Sebbene la data di costruzione della villa rimanga
incerta, la proprietà è stata a lungo appartenente ai
Marchesi Bellone e successivamente passata alla
famiglia Figarolo, conti di Gropello, i quali vi hanno
risieduto fino alla fine del XIX secolo.
Nel 1899, la proprietà fu acquistata dal cavaliere Luigi
Vaccari (titolare di un’impresa di costruzioni, tra le cui

opere compare il raddoppio del Ponte sul Po del 1889),
il quale la adattò a residenza per sé e la sua famiglia.
Questa elegante struttura immersa in un ambiente
rurale, circondata da un vasto parco secolare di ben 4
ettari con alberi monumentali, è inserita nel registro dei
parchi storici del Piemonte. Essa segue i classici
schemi architettonici delle proprietà terriere del
Settecento e al suo interno vanta affreschi decorativi
ricchi di dinamiche configurazioni, un magnifico
scalone di marmo e dipinti su tela di notevole interesse
artistico.
Il complesso comprende inoltre una cappella barocca a
cupola circolare con annesso campanile, dotato di una
campana di bronzo del 1677.
Oggi la dimora funziona come azienda agricola e
agriturismo con alloggi, oltre a ospitare eventi e
cerimonie.

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