AL CINEMA PER VOI. “RAGIONE E SENTIMENTO”: il valore della sorellanza

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Riproporre nel 2026 un nuovo adattamento del libro “Ragione e sentimento” di Jane Austen può sembrare un’impresa azzardata. Come può ancora parlarci un romanzo scritto nel 1811? Come si può competere con il film omonimo del regista Ang Lee? Una pellicola pluripremiata, del 1995,  che vedeva come principali interpreti i volti più noti del cinema britannico:  Emma Thomson, Hugh Grant, Kate Winslet e Alan Rickman.

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La regista Georgia Oakley, per nulla intimorita dalla sfida, l’ha fatto e ha scelto di proporre una sua versione, con ottimi risultati.

Fedele alla trama del romanzo, il suo “Ragione e sentimento” evita le forzature alle quali ci hanno abituato negli ultimi anni registi inclini a catturar l’attenzione con il facile erotismo o lo sfoggio di costumi tanto ricercati quanto poco realistici. Nel nuovo film le sorelle Dashwood indossano abiti semplici, com’è verosimile nella situazione difficile in cui si ritrovano dopo la morte del padre. Si innamorano, si illudono, soffrono, reagiscono, ciascuna a modo suo, ma in linea con i personaggi di un romanzo di inizio ‘800.  In un mondo di rigide convenzioni si sentono libere solo a contatto con la natura. 

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Non c’è nella regista nessuna pretesa di rendere più moderno il loro comportamento, e questo approccio meglio permette di capire perché il romanzo è diventato un classico. Ciò che valeva per il lettore di ieri, vale anche per lo spettatore di oggi ed è la risposta alla domanda: nella vita qual è il giusto equilibrio fra razionalità e passione?

Se all’epoca sul piano filosofico e culturale la corrente del Romanticismo contrapponeva l’esaltazione del “sentimento” alla “ragione” dell’Illuminismo, nel libro di Jane Austen la lotta fra razionalità e passione viene traslata a livello individuale e in un ambito tutto femminile. Le donne di allora non avevano possibilità di scegliere quale vita fare, dipendevano da padri e mariti, e per una giovane il matrimonio rappresentava l’unico orizzonte per garantirsi un futuro. Sposarsi per amore invece che per obbedienza o convenienza diventava un gesto di ribellione.

In “Ragione e sentimento” le figure delle sorelle Dashwood diventano pretesto per mettere in evidenza qualcosa che va al di là delle loro travagliate storie sentimentali, qualcosa che riguarda la vita di tutti, e cioè come il farsi guidare dalla sola passione, così come dalla sola razionalità, possa portare a decisioni sbagliate.

L’altalena che dondola, immagine che compare in più momenti del film, è simbolo dell’oscillazione fra i due poli, dell’alternarsi delle motivazioni dell’assennata Elinor e della impulsiva Marianne. Solo attraverso il riconoscimento dei propri limiti le due sorelle riusciranno, insieme, a trovare il giusto equilibrio nel loro approccio alla vita,

Il punto di vista fresco e nuovo che Georgia Oakley ci offre è anche questo, spostare il focus dalle storie d’amore, dove è l’uomo il protagonista che garantisce il lieto fine, all’importanza del legame  fra le sorelle, al riconoscimento della sorellanza come valore conoscitivo e affettivo.

Qui di seguito il link al podcast “Un caffè al cinema”, con la puntata dedicata a Jane Austen.

https://youtu.be/32lyX5pQDdI?si=wkzCx9VHlrk4F4HB

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