Documento della Consulta comunale del volontariato sociale ai candidati sindaco

Visite: 38
Pubblicità
Pubblicità
Condividi l'articolo
Tempo di lettura:9 Minuti, 40 Secondi

Nel contesto di una perdurante crisi sociale ed economica con i riverberi di
un complesso quadro geopolitico internazionale, la Consulta Comunale del
Volontariato Sociale di Valenza, consapevole delle caratteristiche e delle
modalità del proprio impegno civile, nel pieno rispetto delle differenti
competenze e nel riconoscimento del ruolo importante cui la politica è
chiamata, intende offrire, in spirito di leale collaborazione, il proprio
contributo di idee e di proposte.
Il Volontariato valenzano è luogo in cui si pratica nel silenzio e con
operosità una esperienza che porti alla costruzione, in condivisione con gli
altri attori istituzionali e sociali, di un modello di sviluppo, anche locale, che
sappia essere sostenibile e comunitario.
Solo il contesto di una società più equa, giusta e solidale potrà garantire la
tutela della persona nella sua imprescindibile centralità ed assicurare
adeguato supporto a coloro che si trovano nel bisogno.
Per tali ragioni e confidando di poter assolvere pienamente il proprio ruolo
di organo consultivo del Comune di Valenza quale luogo di espressione delle
condivise sensibilità delle Associazioni e degli Enti operanti nel Terzo
Settore, nel desiderio di fornire alla Amministrazione cittadina un utile
strumento di confronto e di ascolto reciproco, la Consulta Comunale del
Volontariato Sociale ha individuato i sottoelencati interventi e progetti.


1 – UTILIZZO DEL TEATRO SOCIALE PER INIZIATIVE A SCOPO
BENEFICO

Pubblicità

Nel corso degli anni la Consulta Comunale del Volontariato ha organizzato
presso il Teatro Sociale, con il patrocinio del Comune di Valenza una serie
di serate, a carattere musicale ed a scopo benefico

Dette serate hanno riscosso il gradimento dei cittadini valenzani che con la
loro generosa e sensibile presenza e partecipazione hanno assicurato la
buona riuscita di questi eventi.
Questo tratto distintivo si è confermato, con pregevole costanza , per
ognuna delle manifestazioni.
La soddisfazione del pubblico ha certamente riguardato anche la qualità
delle proposte artistiche sempre di apprezzabile livello.
Al felice esito di questi appuntamenti ed alla concreta organizzazione degli
stessi hanno contributo da un lato la disponibilità dell’Ente gestore del
Teatro Sociale e dall’altro la concessione dell’utilizzo gratuito della sala.
La Consulta ritiene che questa esperienza , che già ha prodotto lodevoli
risultati, sia, ove possibile, da proseguirsi come esempio di coinvolgimento
comunitario nel sostegno alle diverse attività dei Volontari valenzani.
Per tanto si propone sin d’ora alla Amministrazione Comunale di essere
parte attiva, come sino ad oggi avvenuto, di questo percorso, suggerendo,
nel pieno rispetto della organizzazione e del calendario della stagione del
Teatro Sociale, di quantificare le serate a disposizione di questo progetto nel
numero di cinque per anno solare con utilizzo gratuito della Sala del Teatro
Sociale.

2 – FORME DI FISCALITA’’ ATTENTE ALLA FAMIGLIA ED ALLE SUE
SPECIFICITA’’ (cd. Quoziente famigliare comunale)

La contrazione del numero delle nascite si è consolidato negli ultimi anni
con un costante calo demografico solo parzialmente mitigato
dall’insediamento di lavoratori impiegati negli insediamenti produttivi
cittadini
Per altro la crisi socio-economica ha, come noto, aggravato la condizione di
tanti cittadini, anche valenzani.
In questo contesto la famiglia è stata sottoposta a pressanti sollecitazioni ed
è stata chiamata ad assolvere quel ruolo di ammortizzatore sociale
improprio che da più parti viene riconosciuto.
Tale percorso ha, di fatto, mutato il ruolo della famiglia dalla originaria
posizione di soggetto beneficiario di politiche di welfare ad essere essa
stessa un soggetto fornitore di welfare per i suoi componenti.

La Consulta ritiene che una comunità che voglia essere aperta alla vita ed
informata a valori di solidarietà ed inclusività non possa, nel rispetto dei
limiti e dei vincoli di finanza pubblica, non affrontare questo tema con
adeguate forme di fiscalità volte a tutelare in modo particolare le fasce meno
abbienti della popolazione cittadina.

3 – RISPOSTA INTEGRATA ALLE NUOVE FORME DI SOLITUDINE
INTERGENERAZIONALE E INFRAGENERAZIONALE

Le più aggiornate statistiche nazionali consegnano un quadro articolato e
complesso rispetto alle conseguenze critiche della cd. ‘società della
comunicazione’
È infatti in costate espansione l’impatto sociale delle nuove forme di
solitudine, che ha natura trasversale rispetto alle diverse generazioni e
caratteristiche multifattoriali.
In particolare, nel quadro di una maggiore incidenza sociale dei soggetti
aventi una età superiore ai 65 anni, è accresciuta l’importanza di
strutturare attività di accompagnamento volte a migliore l’accessibilità ai
servizi, sia in presenza che aventi natura digitale, e a contenere gli effetti
distorsivi del cd. “digital divide”
La Consulta ritiene che sia opportuna la predisposizione di adeguate
politiche pubbliche e servizi che possano esprimere in modo tangibile una
concreta prossimità ad un particolare segmento della popolazione cittadina
particolarmente esposto a determinate necessità e meritevole di cura ed
attenzione da parte della collettività
Nel contesto delle ampie, e non ancora pienamente analizzate, conseguenze
postpandemiche è certamente da inserire la fragilità psicoemotiva che
coinvolge in misura più intensa le attuali giovani generazioni rispetto a
quelle che le hanno precedute
A queste criticità sono da collegarsi anche temi della prevenzione dei
fenomeni di violenza, del contrasto alla discriminazione ed alle disparità di
genere, alla promozione della cultura della legalità
La Consulta ritiene imprevedibile un approccio sistemico e strutturato nella
predisposizione di percorsi credibili e tecnicamente qualificati di
sensibilizzazione

4 – CONTIGUITA’’ E CONTINUITA’’ GENERAZIONALE

In passato la Consulta ha intrapreso, grazie alla disponibile sensibilità
mostrata dai Dirigenti e Docenti degli Istituti scolastici cittadini, un
percorso di presenza e vicinanza, su tematiche varie, alla realtà delle
generazioni più giovani con particolare riguardo per l’età scolare.
Questo progetto ha riscosso incoraggianti risultati sotto il profilo
dell’interesse e del coinvolgimento suscitati, rendendo al contempo evidente
una profonda discrasia, addebitabile a diverse concause, tra il contesto
sociale con le sue peculiari difficoltà e la corretta informazione circa la
sussistenza di situazioni problematiche e la proposizione di eventuali
soluzioni.
La Consulta avverte il ruolo, cui intende adempiere, di presentazione di un
modello virtuoso di sano civismo all’interno del quale le nuove generazioni
possano inserirsi, con caratteristiche di valorizzazione, contribuendo ad
edificare una comunità più coesa, vicina, partecipe.
In questa prospettiva si intendono richiamare in chiave comparativa
esperienze virtuose quali il “Pedibus” per gli studenti, capaci di coniugare
efficacemente la cura per la “casa comune”, le buone pratiche e i corretti
stili di vita ed elementi di socialità intergenerazionale
La Consulta ritiene che l’imprescindibile apporto dell’Amministrazione
comunale possa valere ad efficacemente sostenere il modello e l’esperienza
della figura del ‘ Volontario’ quale momento di crescita formativa e di
partecipazione attiva alla vita della Città da parte delle generazioni più
giovani.

5 – IL RUOLO DELLA CONSULTA COMUNALE DEL VOLONTARIATO

Sin dalla sua fondazione, avvenuta per la lungimiranza di alcuni singoli e
grazie all’idem sentire e idem velle dei Volontari valenzani, ed attraverso il
successivo riconoscimento da parte del Comune di Valenza, la Consulta del
Volontariato ha inteso rappresentare il luogo, importante ed insopprimibile,
di collettiva presenza e partecipazione delle Associazioni e degli Enti
operanti nel Terzo Settore cittadino e di confronto con l’Amministrazione
Comunale.

La Consulta ha altresì operato quale organo consultivo, nei settori di
competenza, della Amministrazione stessa.
Nel corso del tempo, a fronte di un immutato impegno da parte delle
Associazioni e degli Enti membri e della costante dedizione dei Volontari, è
venuto affievolendosi, per ragioni non imputabili ad un soggetto
determinato quanto più quale espressione di una linea di tendenza, il
riconoscimento formale di questa presenza.
In modo particolare si segnala essere venuta meno, in difformità con quanto
originariamente contemplato, la previsione di una specifica voce all’interno
del Bilancio comunale inerente la Consulta con la predisposizione di
adeguate risorse finanziarie utili a consentire un ordinato sviluppo delle
attività della Consulta stessa.
Si ritiene che tale mutamento, ancorché apparentemente di mero carattere
formale posto che nel corso degli ultimi anni, benché ridotto per le
diminuite capacità del Comune, non è venuto meno il supporto finanziario
da parte dell’Amministrazione e dovendosi comunque registrare in senso
positivo l’impegno e la buona volontà di singoli amministratori, rivesta una
incidenza non trascurabile sulla capacità, anche per l’Amministrazione
stessa, di un approccio organico alla realtà del Volontariato cittadino.
Rifuggendo ogni forma di mero appagamento di egoistici desideri ed in
spirito di sincera vicinanza ai cittadini attraverso la tutela di quelle voci
della spesa comunale aventi carattere incomprimibile o comunque
essenziale, la Consulta in questi anni con serietà ha contribuito al
contenimento della spesa stessa rinunciando ad ampia parte delle
erogazioni un tempo attribuitele.
La Consulta ritiene opportuno, nel rispetto dei limiti di finanza pubblica,
che l’Amministrazione comunale reintroduca una specifica voce inerente la
Consulta stessa nella redazione del Bilancio comunale al fine di dare
adeguata valorizzazione dell’insopprimibile ruolo e dell’attività del
Volontariato cittadino.

6 – WELFARE ANIMALE

Nel contesto dei numerosi ambiti di operatività del Volontariato cittadino
rivestono uno spazio non secondario coloro che operano in tutela della
salute e del benessere della popolazione animale della nostra Città.

La qualità della convivenza di una comunità si misura anche dalla capacità
di affrontare il rapporto con l’ambiente e con il mondo animale in generale e
con quello degli animali di affettività in particolare.
All’interno delle attività condotte dai Volontari impegnati in questo
determinato settore, tutte meritevoli di essere singolarmente e
specificamente sostenute, la Consulta ritiene di segnalare in modo
particolare le criticità rappresentate da un lato dal collocamento e dalla
cura degli animali di coloro che siano temporaneamente impossibilitati (si
pensi, a mero titolo esemplificativo, a coloro che subiscano un ricovero per
motivi di salute il quale comporti una assenza prolungata)

7 – SERVIZIO CIVILE DIFFUSO

Il Servizio Civile Nazionale è importante momento di crescita civile delle
generazioni più giovani
Dai benefici di questo strumento sono esclusi molti ETS aventi natura
meramente territoriale tale da escluderne l’accesso all’apposito Albo
La Consulta ritiene che la sinergia con l’Amministrazione Comunale possa
condurre alla predisposizione di un modello di Servizio Civile Diffuso tale da
valorizzare le reti di collaborazione tra ETS a livello comunale con non
secondari effetti positivi sullo skill empowerment dei soggetti aderenti

8 – QUESTIONE ABITATIVA

Una lettura della povertà come fenomeno non solo materiale, ma anche
relazionale, lavorativo ed educativo porta a considerare con particolare
attenzione il tema, attuale su tutto il territorio nazionale e anche a livello
locale, dell’abitare
Si è peraltro testimoni di una tendenziale crescita della cd. “fascia grigia”
composta di famiglie e persone che non rientrano sempre nelle soglie della
povertà più grave e tuttavia faticano a sostenere spese essenziali senza
esporsi al rischio di perdita della stabilità abitativa
I gruppi maggiormente esposti a rischio di impoverimento sono i giovani, le
famiglie monoredito, i cittadini impiegati in lavori precari o stagionali e gli
anziani soli

La Consulta ritiene non più rinviabile un intervento coordinato che sappia
rispondere efficacemente e tempestivamente, in una prospettiva anche
preventiva, alle difficoltà dei cd. working poors offrendo strumenti volti al
rafforzamento della stabilità abitativa mediante l’attivazione di percorsi
coordinati tra Istituzioni, realtà profit ed ETS

9 – FONDAZIONE DI COMUNITÀ

Nell’attuale contesto del Terzo Settore particolare valore rivestono le
iniziative indirizzate al capacity building degli ETS
In particolare è centrale la posizione che il Codice del Terzo Settore
attribuisce alla cd. “Amministrazione condivisa” anche attraverso gli
strumenti della coprogrammazione e coprogettazione
In questa prospettiva, con una lettura comparativa, le cd. “Fondazioni di
Comunità” hanno dato prova di una forte capacità di generare percorsi
virtuosi sul territorio di riferimento
Una Fondazione di Comunità infatti grazie alla capacità di unire in un
percorso partecipativo ed integrato soggetti rappresentativi della comunità
locale (privati cittadini, istituzioni, associazioni, operatori economici e
sociali) è uno strumento rivolto al miglioramento della qualità della vita
della comunità stessa, attivando energie e risorse e promuovendo la cultura
della solidarietà, del dono, e della responsabilità sociale
È da sottolineare come la Fondazione di Comunità esprima la possibilità per
una collettività di investire nel proprio sviluppo e nelle proprie qualità,
attivando risorse per realizzare progetti ed interventi per il territorio
La Fondazione di Comunità, grazie alla capacità di attrarre risorse, sotto
forma di donazioni e altre liberalità, e a quella, di non non secondario
rilievo, di valorizzarle attraverso una attenta gestione patrimoniale e di
investirle in progetti locali di carattere sociale, rappresenta un importante
strumento di sussidiarietà
Per quanto precede la Consulta ritiene che l’attivazione di un percorso che
possa condurre alla costituzione di una Fondazione di Comunità nella Città
di Valenza rivesta preminente importanza al fine di garantire un vero e più
efficace consolidamento delle reti di partnership territoriali


Con il presente documento e con l’indicazione dei punti programmatici
sopra illustrati la Consulta Comunale del Volontariato Sociale, unitamente
alle Associazioni ed agli Enti membri, confida di aver elaborato un testo
concreto e di aver auspicabilmente cooperato, per la parte rientrante nelle
proprie competenze, alla edificazione di un cammino solidale per la nostra
Città.

Valenza , 05 maggio 2026

Il Presidente della Consulta Comunale del Volontariato Sociale
Federico Violo

Condividi l'articolo

Ti potrebbero interessare

Articoli dello stesso autore