CURIOSITA’. Insolite tradizioni italiane

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di Silvia Distaso

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Sarà il colore avvolgente e caldo, saranno le forme tonde o allungate, sarà la versatilità ma la zucca ha qualcosa che strega. Ci conquista per la varietà – ne esistono oltre 800 – per la lunga conservazione durante l’invero e per le proprietà nutritive: è tutta commestibile, sì anche la buccia!

Quando pensiamo alla tradizionale zucca intagliata, la mente corre subito all’America e alle leggende di Jack-o’-lantern (Origine di Halloween) e di Sleepy Hollow. Ma questa usanza affonda radici anche nella nostra cultura e nelle antiche tradizioni sarde. Lo sapevate?

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A Martis, in Sardegna, durante la festa di Sant’Andrea gli adulti armati di coltelli, ferri, mannaie, girano per il paese durante la notte del 30 novembre per spaventare i ragazzi che a loro volta vagano per le strade muniti di una zucca intagliata a forma di teschio, illuminata al suo interno con una candela; bussano alle porte delle case con mestoli, coperchi, pentole e recitano una sinistra filastrocca in dialetto “Sant’Andria muzza li mani!!…” (sant’Andrea mozza le mani) ricevendo in cambio dolci, mandarini, fichi secchi e soldi.

Nel sud dell’isola c’è una tradizione popolare legata alla commemorazione dei defunti, Is Animeddas; i bambini la notte del 31 ottobre indossano una veste bianca, un sacco in spalla e girano per le vie dei paesi recitando cantilene tradizionali “seus benius po is animeddas” (siamo venuti per le piccole anime) poi si fermano davanti agli usci e domandando un’offerta per le anime sospese fra paradiso e inferno. Per l’occasione le zucche vengono svuotate, intagliate, illuminate con la luce fioca di una candela e poste all’ingresso delle case e per le strade; sono conosciute come “sa conca ‘e mottu” (la testa del morto).  Mentre in altri borghi si lascia in tavola un piatto di maccheroni fatti a mano, un bicchiere di vino, dell’acqua e la luce di un lumino, per far sì che le anime dei morti possano rinfrancarsi.

Le diverse tradizioni e la storia di questo frutto lo hanno reso speciale. A questo punto ci domandiamo: da dove viene la zucca come la conosciamo ora?

La zucca è originaria del Centro e Sud America dove viene coltivata da oltre 8.000-10.000 anni. In Europa è arrivata solo dopo la scoperta del Nuovo Mondo mentre qui ne esistevano solo alcune specie del genere Lagenaria usate come recipiente. Anticamente non si mangiava tanto per il gusto, era molto amara, quanto per la praticità: svuotata e seccata diventava contenitore naturale per acqua, vino, semi e spezie. Quelle più piccole, invece, erano utilizzate per contenere tabacco e polvere da sparo.  Tuttavia la forma, il colore e la consistenza hanno reso questo peponide qualcosa di speciale nell’immaginario popolare e non solo. Plinio, scrittore del I sec. d.C., la definì secondo la medicina umorale dell’antichità come «il refrigerio della vita umana e il balsamo dei guai» per le sue proprietà lenitive e antiinffiammatorie. 

Articolo di:  Silvia Distaso

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