AL CINEMA PER VOI. “CARRIE” (Serie TV)

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Tempo di lettura:2 Minuti, 25 Secondi

di Silvia Distaso

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Si può leggere il libro Carrie di Stephen King solo come un libro horror come i suoi adattamenti cinematografici (1976 Carrie. Lo sguardo di Satana di Brian de Palma il più riuscito e memorabile) ma nell’adattamento televisivo di Mike Flanagan c’è di più.

Il regista reinventa la storia di Carrie White (Summer H. Howell) discostandosi notevolmente sia dal libro che dai quattro film precedenti e la traspone nell’era digitale. 

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La serie, distribuita da Prime Video, è ambientata nei nostri giorni: una ragazza orfana di padre è costretta a frequentare una scuola pubblica dove è vittima di cyber bullismo scoprendo così, per la prima volta, i suoi poteri telecinetici. Flanagan porta in scena temi del nostro tempo: i social media e il loro peso e il bullismo on line come nuova forma di persecuzione. I soprusi sono incessanti, persistenti, la vittima è raggiunta dovunque, a qualsiasi ora; non esiste più uno spazio – la propria camera-  nel quale sentirsi al sicuro. L’anonimato e la distanza riducono l’empatia dell’aggressore che si sente protetto dietro allo schermo. 

La principale aguzzina della protagonista, Chris (Alison Thornton) non si limita a spezzarla ma diventa un’ombra densa nella vita di Carrie che agisce secondo una moralità distorta. La madre Margaret (Samantha Sloyan) è molto protettiva, religiosa e la sua rigida morale genera ansia e senso di colpa. Un personaggio originale creato per la serie è quello dell’alleata della protagonista nella figura di Emaline (Thalia Dudek). Si tratta di una storia che parla di e ai nostri giovani, di abusi di potere, prepotenze, emarginazione, disagi e rabbia.

Ma chi è Carrie White?  Occorre partire da molto lontano e dalla vita dello scrittore.

Racconta King che una sua compagna delle scuole elementari, bambina riservata che sedeva all’ultimo banco, era vittima di bullismo perché indossava gli stessi vestiti ogni giorno. Quando aveva 16 anni conobbe una ragazza che abitava poco distante da lui e viveva sola con la madre; un giorno l’aiutò a spostare dei mobili e rimase colpito dall’enorme croce appesa sopra il divano. Anche questa teenager era vessata a causa delle crisi convulsive e del modo di vestire. Prima di diventare insegnante di inglese King lavorava come custode di una palestra. Entrando nello spogliatoio femminile fu colpito da un dettaglio: il distributore degli assorbenti. Questa immagine gli rimase impressa e fu il punto di partenza della celebre scena iniziale sia del libro, del film che della miniserie.

Carrie White è quindi una sintesi, è la storia di due ragazze che l’autore aveva conosciuto. Nella serie televisiva la protagonista è moderna, intensa, terrificante: ha la forza di reagire, di farsi valere, di sfidare i propri aguzzini e di superare gli ostacoli. 

La miniserie esplora anche altre figure femminili dotate di poteri e tutto converge nell’episodio finale, un epilogo catastrofico e certamente aperto a sviluppi futuri.

Rivisitazione audace!

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