Luca Ballerini presenta la sua candidatura a sindaco con una lezione di stile

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L’ingarbugliato quadro valenzano in vista delle elezioni amministrative si semplifica. C’è un primo candidato sindaco ed è Luca Ballerini, già assessore e vice sindaco nella giunta di Gianluca Barbero, poi all’opposizione per questa consiliatura alla fine dopo aver perso per 23 voti con Maurizio Oddone e capogruppo di Valenza Futura. la sua candidatura è stata presentata al Centro comunale di Cultura mercoledì nel tardo pomeriggio e sarà sostenuta da due liste che c’erano già nel 2020, Valenza Futura e Valenza Bene Comune, alla quale si è aggiunta – dopo una serie di incontri preliminari – Centro Riformista Valenza, esperienza che vede insieme Italia Viva, Partito Liberaldemocratico, Azione, Moderati e Ora. Ballerini ha voluto precisare, con accanto gli alleati, che si tratta di una coalizione e di una candidatura civica (e sostanzialmente al centro) in discontinuità con quella attuale. Poi ha declinato quelle che sono le priorità di un programma che è aperto ai contributi e ai perfezionamenti: le problematiche del settore orafo, maggiori servizi e qualità urbana, una macchina comunale più efficiente con i dipendenti valorizzati e coinvolti nei progetti, maggiore attenzione ai giovani, sicurezza.

“Il cambiamento non è uno slogan ma una scelta, e noi scegliamo Valenza” ha detto senza mai polemizzare con le altre parti politiche e con l’attuale amministrazione, dando in questo senso una lezione di stile in un momento in cui la politica è fatta più di urla e di slogan che di contenuti. Dal canto suo Mauro Milano del Centro Riformista ha sottolineato che l’alleanza è stata un fatto naturale senza mai alcun elemento di attrito. Sui nomi, per ora, non ci sono state anticipazioni, anche se dovrebbe essere certa la presenza in lista dell’ex leghista, ora gruppo misto Guido Capuzzo. In sala c’erano anche l’ex assessore, già leghista, Paolo Patuccco e l’ex leghista ora Fdi Daniele Boccardi.

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Adesso si tratta di vedere cosa accadrà sugli altri fronti, Partito democratico da un alto, e centro destra dall’altro, dove vi è un veto di Federico Riboldi alla ricandidatura di Maurizio Oddone che, però, non pare intenzionato a farsi di lato e per il momento non commenta.

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