Caso Garlasco, ennesimo caso dove un dramma diventa una disputa tra ‘tifosi’

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di Massimo Iaretti

Qualche mese fa avevo espresso un’opinione sul caso Garlasco dicendo in sostanza che era giusto dare la notizia della riapertura delle indagini, che era più che giustissimo farlo in presenza di dati oggettivi ma che, a pronunciarsi, l’unica titolata era la Magistratura.

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Invece, come al solito accade in questi casi, è scattato il circuito mediatico, con tanti a dire la loro, in un Paese, dove tutti –  ma proprio tutti – ad ogni occasione si sentono Commissario Tecnico della Nazionale, esperto in riforma della giustizia, investigatore alla Sherlock Holmes, teologo, moralista, medico, scopritore di complotti. Così – come volevasi dimostrare – ci si è divisi in Sempio colpevole/Sempio innocente, Stasi colpevole/Stasi innocente, facendo la grande gioia di tutti i soliti noti, esperti di tutto e di tutti, pronti all’apparizione televisiva o radiofonica o a dettare lezioni al popolo sui social.

E questa frenesia del dire mi ha toccato (quasi) da vicino. Qualche sera fa, ad una cena di compleanno, è arrivata la domanda, tra amici ed amiche: “Tu che ne pensi ?”. Ho cercato di deviare il discorso ma subito è scattata la discussione. Il bello (ma sarebbe meglio dire il penoso) di tutto questo è che solitamente chi parla non ha mai frequentato un’aula di Tribunale o un ufficio di Procura, e che ‘sputa’ giudizi senza avere letto un solo atto processuale, perché è soltanto dagli atti di indagine che ci si potrebbe fare un’opinione. Tornando alla serata, fatta questa doverosa premessa, tutti erano diventati giudici, anzi meglio tifosi, dell’una o dell’altra posizione, dimentichi naturalmente che alla base c’è la vita di una giovane donna spezzata nel fiore degli anni.

Ilgiornaledivalenza.it comunque continuerà sulla sua strada, quella di rimanere con i piedi per terra a fare giornalismo e non sensazionalismo.

Un’unica considerazione, però, mi si consenta di farla: quando tutto sarà finito ci saranno sicuramente molti che dovranno, in ogni caso, chiedere scusa a chi innocente (chiunque sia) sia stato messo per mesi sulla graticola, tante volte per il gusto dello share e non per la ricerca della verità

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