È stato presentato ieri, martedì 25 marzo, nella splendida
cornice del Teatro Sociale di Valenza (AL), il libro “Emanuela Setti Carraro: Crocerossina”,
di Maurizio Primo Carandini: un progetto voluto e finanziato dall’associazione Memorial
Cristian Zucconi a.p.s. con il patrocinio nazionale della Croce Rossa Italiana. Un
evento che ha riscontrato enorme successo di presenze e che si è svolto sotto l’egida del
Comune di Valenza, che a sua volta ha patrocinato la serata.
A ricordare la figura di Emanuela Setti Carraro, moglie del Generale dei Carabinieri Carlo
Alberto dalla Chiesa e Infermiera Volontaria della Croce Rossa Italiana, oltre all’autore
sono intervenuti dal palco il dott. Paolo Setti Carraro, fratello di Emanuela e l’avv.
Rosario Maria Gianluca Valastro, Presidente nazionale della Croce Rossa Italiana.
Una serata densa di emozioni e valori, intermezzata dalle note degli allievi dell’indirizzo
musicale della Pascoli di Valenza e da brani tratti dal libro di Carandini, letti dalle voci
recitanti di Giada Deganutti e Gabriele Stilitano, i quali hanno aperto l’incontro ricordando,
per i 30 anni dalla sua fondazione, la storia dell’Unità territoriale di Valenza della Croce
Rossa Italiana. La Fanfara nazionale della Croce Rossa, diretta dal Maestro Giorgio
Burlina, ha dato inizio all’evento con l’Inno dell’associazione di volontariato fondata nel
1894, chiudendolo infine con l’Inno nazionale italiano.
Carandini: un libro per testimoniare chi ha saputo essere d’esempio
Un libro voluto dal Memorial Cristian Zucconi e dal suo Presidente, Andrea Zucconi –
insignito nella serata della Croce d’Argento concessa dalla Croce Rossa Italiana a
persone o enti che si siano distinti per meriti particolari nell’ambito delle attività umanitarie,
di soccorso e di assistenza – che ha trovato nell’autore, Maurizio Primo Carandini, la
strada per diventare realtà: “Quando Andrea Zucconi mi chiese di fare qualcosa per
celebrare i 30 anni dalla fondazione dell’Unità territoriale di Valenza della Croce Rossa,
pensammo insieme al modo per realizzare questo desiderio – racconta in apertura
Carandini – così io proposi di scrivere un libro su Emanuela Setti Carraro. Misi però come
condizione quella di potermi confrontare con il fratello Paolo. Andrea riuscì in questo
scopo e io ebbi la possibilità di conoscere una persona davvero speciale e per questo
ringrazio oggi il dottor Setti Carraro, per la sua disponibilità e perché sono certo che
condivide con me il fatto che noi dobbiamo essere testimoni e testimoniare la vita delle
persone che hanno lasciato un segno importante in questo mondo, nella quotidianità, con
l’audacia di vivere ogni istante della propria esistenza essendo d’esempio. Ed Emanuela lo
ha fatto”.

L’impegno come Infermiera Volontaria nelle parole del fratello Paolo

Già dal titolo del libro, il ritratto che emerge di Emanuela va al di là del ruolo di moglie del
Generale Dalla Chiesa, mettendo in luce il suo impegno nel Corpo delle Infermiere
Volontarie della Croce Rossa Italiana, la sua dedizione al prossimo e la sua onestà
intellettuale.
“Emanuela – racconta il fratello, Paolo Setti Carraro, autore dell’introduzione – era
una persona luminosa e semplice, una ragazza con la sua attività lavorativa e la passione
per l’equitazione, che entrando come Infermiera volontaria in Croce Rossa, inviata
all’ospedale Besta di Milano si innamorò dei bambini portatori di disabilità, per i quali
sentiva, con spirito materno, di dove fare qualcosa: questo la convinse a promuovere
l’ippoterapia con il determinante sostegno del Reggimento Artiglieria a Cavallo, dando vita
alla prima collaborazione fra Croce Rossa Italiana e Forze Armate nel sostegno alla
disabilità. In lei si univano entusiasmo, impegno verso il prossimo e valori profondi”.
Una vita, quella di Sorella Emanuela Setti Carraro, segnata dalla tragica fine accanto al
marito nell’attentato di Palermo del 1982, ma anche da immenso entusiasmo e caparbietà
nel voler essere parte attiva e coraggiosa nell’impegno civile quotidiano. Una donna
indipendente, capace di andare oltre gli schemi del tempo, sposando un uomo molto più
grande di lei e già padre, e determinata all’azione attraverso il dono della sua esistenza
alla causa del volontariato.
Valastro: in Emanuela tutti i valori della Croce Rossa Italiana
Ricordando la figura di Sorella Setti Carraro e ritornando col pensiero all’attentato di
Palermo e agli attentati successivi dove persero la vita i giudici Falcone e Borsellino,
Valastro ha sottolineato come non esistano grandi donne “dietro” a grandi uomini, ma
grandi donne e grandi uomini che sono tali perché fanno delle scelte, come Emanuela,
con il suo impegno nella Croce Rossa e accanto al marito in anni difficilissimi per il nostro
Paese. “Ama, conforta, lavora, salva: questi – ricorda il Presidente della Croce Rossa
Italiana, Rosario Valastro – sono i valori principali del Corpo delle Infermiere Volontarie
della Croce Rossa Italiana valori che Sorella Setti Carraro aveva fatto propri e che
l’avevano spinta a stare vicino a suo marito, il Generale Dalla Chiesa, in una sfida
impegnativa, quella contro la mafia. Davanti ad un avversario tanto spietato, Emanuela
Setti Carraro non ebbe dubbi: il suo posto era accanto a lui. In questo gesto, in questa
volontà forte e inamovibile, è racchiusa la passione e la dedizione di ogni Volontaria e
Volontario del nostro Movimento”.
Valastro: fondamentale il ruolo di Croce Rossa a livello territoriale
Il confronto è proseguito in un teatro adorno di bandiere con l’emblema della Croce Rossa,
tra cui spiccavano sul palco quelle con i Sette Principi che ne segnano l’operato nello
spirito e nell’etica: Umanità, Neutralità, Imparzialità, Indipendenza, Volontariato, Unità,
Universalità. Principi altissimi, che guidano Croce Rossa in tempo di guerra e in tempo di
pace e che si traducono sul territorio attraverso l’operato quotidiano dei volontari. E a loro,
al loro ruolo e ai loro compiti, si rivolge il Presidente della CRI, ringraziando tutte le
autorità civili e militari presenti, il Sindaco di Valenza Maurizio Oddone e tutti i sindaci in
sala e sottolineando l’importanza dei Comitati e delle Unità territoriali: “Credo che il
potenziale dei Comitati territoriali e delle Unità della Croce Rossa, con circa 1.500 sedi e
150mila volontari in Italia, sia straordinario – afferma Valastro – e, probabilmente,
neanche ben conosciuto dalla popolazione. Sono donne e uomini, ragazze e ragazzi che
si adoperano ogni giorno per cercare di alleviare le sofferenze di chi si trova in condizione
di vulnerabilità, capaci di dare una risposta concreta davanti ad ogni difficoltà. La
peculiarità della Croce Rossa Italiana è di essere nata sul territorio, proprio dalle attività a
supporto delle comunità. Nel tempo, la CRI ha saputo evolversi in base alle sfide che si
sono presentate, adattandosi ai tempi e al cambiamento delle necessità delle persone;
questo ci ha dato la capacità di sviluppare una risposta ai bisogni ‘sartorializzata’,
adeguata di volta in volta a quelle che sono le necessità. L’obbiettivo che ci siamo dati
quest’anno è proprio quello di incentivare ulteriormente le nostre Unità territoriali, al fine di
rendere più forti le comunità locali: sanità di prossimità, sportelli sociali, inclusione
lavorativa, lotta contro le violenze, Officine della salute, per aiutare chi è caduto a alzarsi,
con il sogno che, chi si è alzato, si unisca a noi a sua volta. In un mondo dove tutto
sembra polarizzato, dove pare ci sia la tendenza ad incrementare le divisioni, a cercare un
‘nemico’, la risposta della Croce Rossa è quella di creare comunità più forti, unite, coese.
Se non volete fare volontariato per gli altri, fatelo per voi stessi, perché se si fa qualcosa
per il proprio territorio ne beneficiamo tutti: dove c’è sofferenza non c’è vita serena per
nessuno. E i nostri volontari sono d’esempio”.
Setti Carraro, Carandini, Valastro: parlare ai giovani attraverso l’esempio e gli ideali
Senza mai rinunciare ad essere di sostegno al marito, in un’Italia flagellata dagli Anni di
Piombo e da Cosa Nostra, quella che traspare dalle righe del libro di Carandini è una
figura femminile forte, ma anche innamorata della vita: un esempio per le giovani
generazioni, principali destinatarie di questa biografia narrata in maniera delicata e
toccante. Uno stile semplice e diretto, in forma vicina al diario personale, con passaggi
carichi di empatia che, tuttavia, non tralasciano di sottolineare l’importanza di essere parte
attiva nell’impegno civile quotidiano.
Parlare di valori ai giovani non è semplice, ma, come sottolinea Paolo Setti Carraro, si
può e si deve fare attraverso l’esempio perché “gli adolescenti esprimono disagio ma
hanno delle sensibilità assolutamente vive, che vanno stimolate attraverso i modelli: la
scuola, gli insegnanti possono fare molto, possono offrire le scintille e gli interessi. Se c’è
la capacità di seminare, poi si raccoglierà, ma serve dare l’esempio e serve lasciarli
sognare”.
Gli fa eco l’autore, Maurizio Primo Carandini, dirigente didattico a Valenza: “Ognuno di
noi deve cercare di compiere al meglio il proprio dovere, pensando che tutto ciò che noi
costruiamo nel nostro lavoro, nel nostro impegno quotidiano è di fondamentale importanza
per il futuro dei giovani: risultati che magari noi non vedremo noi, ma verranno visti da chi
verrà dopo di noi. I ragazzi e le ragazze ci osservano: dobbiamo essere d’esempio, non
dobbiamo essere autoritari, ma dobbiamo essere autorevoli”.
Esempio e libertà di sognare, ma anche necessità di puntare su ideali forti: per il
Presidente Valastro gli ideali sono la forza dei giovani, che non conoscono ancora la
disillusione “ed è bene che chi è adulto faccia sapere a chi è giovane che è vero, che il
mondo si può ancora cambiare, attraverso impegno ed azioni concrete”.