Il palcoscenico del Teatro Sociale di Valenza si prepara ad accogliere, venerdì 17 aprile 2026 alle ore 21:00, l’appuntamento conclusivo della stagione teatrale “APRE”.
A chiudere il cartellone, realizzato in collaborazione con Piemonte dal Vivo, sarà Marina Massironi in “Ma che razza di Otello?”.

Lo spettacolo, scritto dalla brillante penna di Lia Celi e diretto da Massimo Navone, è una “rapsodia per arpa e attrice” che vede la popolare attrice affiancata dal talento musicale di Monica Micheli. Un viaggio che scardina i canoni del melodramma per restituire una narrazione fresca, ironica e profondamente contemporanea del capolavoro di Giuseppe Verdi.
Dalla tragedia al melodramma: il punto di vista femminile
Se Shakespeare ha fatto dell’Otello una tragedia e Verdi un melodramma, Lia Celi – autrice vivace e appassionata melomane – trasforma la vicenda in una spiazzante riflessione sulle dinamiche umane. Il gioco della riscrittura offre un inedito punto di vista al femminile sulle eroine dell’opera, creando cortocircuiti tra la finzione scenica e l’amara realtà dell’attualità.
Un mix di umorismo e passione: Marina Massironi, con il suo stile inconfondibile, conduce il pubblico dietro le quinte della genesi dell’opera, mescolando curiosità storiche e spunti di riflessione su temi universali come la gelosia, il razzismo, la calunnia e il plagio. Il triangolo Otello-Iago-Desdemona diventa così l’emblema di passioni senza tempo, narrate con un umorismo sottile capace di virare, in un istante, verso momenti di tragica intensità.
A fare da contrappunto alla parola è la timbrica cristallina dell’arpa di Monica Micheli, che avvolge la narrazione rendendo l’atmosfera magica e sospesa.
Un finale di stagione prestigioso che conferma l’impegno del Teatro Sociale e di Piemonte dal Vivo nel proporre una programmazione di alto profilo. Tanti e applauditi sono stati gli spettacoli di questa rassegna, che hanno accompagnato il pubblico di Valenza in un caleidoscopio di storie ed emozioni, aprendo a nomi di grande popolarità e richiamo mediatico, così come a giovani compagnie che hanno avuto l’opportunità di presentare le proprie creazioni recenti, frutto di una promettente progettazione artistica e cultural



