Telenovela della piscina: 4 domande a Oddone ?

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Dal Centro Riformista Valenza riceviamo e pubblichiamo:

In questi giorni abbiamo visto sui social un video del Sindaco di Valenza che, lasciate per un momento le vesti istituzionali, ha indossato quelle di “direttore dei lavori” per spiegare lo stato di avanzamento della nuova piscina comunale: quanti pilastri sono stati inseriti, quanti ne verranno aggiunti, come procede la realizzazione della soletta.

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Informazioni tecniche interessanti, certo.

Ma dai cittadini valenzani, soprattutto dai più giovani che guardano al futuro della città, ci si aspetta qualcosa di più.

Per questo torniamo a porre al primo cittadino e a tutta la giunta di centrodestra alcune domande già formulate in passato e rimaste senza risposta:

– A quanto ammontava la base d’asta per la realizzazione della piscina (dovrebbero essere 3 milioni di euro)? E di quanto è già stato eventualmente superato l’importo iniziale?

– Quale sarà il piano gestionale dell’impianto?

– Quale impegno economico è previsto per il Comune di Valenza nella fase di gestione?

– Esiste un piano economico per la manutenzione futura? E quali costi prevede?

A queste si aggiungono le questioni legate alle opere d’arte presenti nella vecchia piscina, che fanno parte della storia e dell’identità della nostra città:

– Le 210 formelle in ardesia che compongono l’opera “Storie d’acqua” di Mirco Gualerzi, collocata accanto al rio che costeggia l’area delle piscine, verranno recuperate? L’opera sarà integralmente salvaguardata?

– È stato recuperato il rosone che impreziosiva la facciata della vecchia piscina, opera dell’artista di fama internazionale Ezio Gribaudo?

Riteniamo che questi siano i temi sui quali una seria amministrazione debba informare con chiarezza e trasparenza i cittadini: costi, modalità di gestione, prospettive future e tutela del patrimonio pubblico.

La nuova piscina non è soltanto un cantiere: è un investimento pubblico. E i cittadini hanno il diritto di conoscere quale sarà l’impegno economico che ricadrà sulla comunità di Valenza, oggi e negli anni a venire.

Perché quando la programmazione è superficiale o carente, i costi inevitabilmente ricadono sulle cittadine e sui cittadini, oltre a lasciare alle amministrazioni che subentrano difficoltà gestionali ancora più gravose.

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