Chi ha vinto e chi no. Della notte degli Oscar 2026 si parla in tv, sui giornali e nei social, quindi poco si può aggiungere sul tema. Qualcosa invece vale la pena di raccontare in merito alla curiosa storia delle candidature e delle vittorie di un Premio, l’Academy Award, che quest’anno è arrivato alla sua 98° edizione.
Il 2026 è il primo anno in cui un film (I peccatori – Sinners) raggiunge la cifra esagerata di 16 nominations, salvo poi portarne a casa solo 4, lasciando il podio del maggior numero di statuette vinte, compresa la più ambita quella del “Miglior film”, al concorrente Una battaglia dopo l’altra che ottiene 6 premi su 12 candidature.
E in passato che cos’era successo? Fra le tre uniche pellicole ad aver raggiunto le 14 nominations si distingue Titanic (1997) per aver strappando il podio a Ben-Hur (1959) che lo deteneva da 38 anni con il record di 11 statuette vinte. Gli altri due film, Eva contro Eva (1950) e La La Land (2016), si fermarono a 6 Oscar ciascuno.
Ma c’è qualche opera che è riuscita a realizzare il massimo dei premi in rapporto alle candidature? Sì, c’è. Chissà se qualcuno è così bravo da indovinare: 11 vittorie su 11 le ha portate a casa Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re (2004).
Per quanto riguarda gli attori la regina degli Oscar resta Kathrine Hepburn, con 4 vittorie che abbracciano l’intero arco di una vita: La gloria del mattino (1934), Indovina chi viene a cena? (1968), Il leone d’inverno (1969) e Sul lago dorato (1982).
Subito dopo con 3 statuette abbiamo un gruppo nutrito di protagonisti: Walter Brennan, attore degli anni ‘30-‘40, Ingrid Bergman, Jack Nicholson, Daniel Day Lewis, Frances Mc Dormand e Maryl Streep, diventata famosa per aver accumulato nella sua lunga carriera ben 21 candidature.
E l’Italia, che purtroppo quest’anno non è riuscita a entrare nella cinquina, come si piazza nella classifica dei premi Oscar al “Miglior film internazionale”? In ottima posizione sia per il numero di vittorie, 14 contro le 12 della Francia e le 5 del Giappone, sia per il rapporto fra statuette ottenute e candidature, 18 quelle del nostro paese contro le 30 dei nostri vicini francesi.
Fra i registi che hanno partecipato alla corsa a partire dalla fine degli anni ‘50, quando per la prima volta è stata introdotta la categoria “Miglior Film in lingua straniera”, Fellini è di gran lunga il più gettonato con 4 statuette vinte: La strada (1957), Le notti di Cabiria (1958), 8 e 1/2 (1964), Amarcord (1975). A seguire: De Sica con 2: Ieri, oggi e domani (1965) e Il giardino dei Finzi Contini (1972), e Elio Petri con “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” (1971).
Una nuova generazione di registi emerge poi a partire dagli anni ‘90: Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso – 1990), GabrieleSalvatores (Mediterraneo – 1992), Roberto Benigni (La vita è bella – 1999) e Paolo Sorrentino (La grande bellezza).

Ma non dobbiamo mai dimenticare che, se gli Oscar sono un premio internazionale importante, la qualità di un film non può essere giudicata solo in base ad essi. Fra i grandi che non hanno mai vinto un Oscar per la regia, sapete chi troviamo? Orson Wells, Alfred Hitchcock, Stanley Kubrick, Ingmar Bergman e… Charlie Chaplin! E gli Oscar alla carriera non bastano certo a colmare la lacuna.



